Laggiù nel Paese dei Ciclidi ...

Bella storia Francesco...seguo le regate veliche della coppa America da diversi decenni e anche le altre...
forse ti ricorderai di quella musica indimenticabile...essendo appassionato di Bud e Terence...un tempo quando avevo le i pantaloni corti fu la colonna sonora di " Io sto con gli ippopotami"....
A Sergio che dice di averla già sentita ... forse anche lui si ricorderà...
 
Ciao,

Il baobab (Adansonia digitata è la più comune) è una pianta incredibile: raggiunge dimensioni misurabili in decine di metri (si ritiene sia la succulenta più grande - o una delle più grandi - al mondo), sopravvive (immagazzinando nel troco che si gonfia come una botte) alla scarsità d'acqua, vive "in eterno" (secondo alcuni botanici esistono baobab che sono sulla terra, attraverso infinite vicissitudini, da prima della nascita di Cristo). Ovviamente una pianta del genere ha un ciclo biologico molto particolare.

Cresce lentissimamente, con costanza, e lentezza in un ambiente difficile. In Sud Africa sono presenti solo dove (provincia del Limpopo) iniziano le zone desertiche. Ho voluto provare, ecco una breve storia per immagini ...​

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Frutto, integro.

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Disposizione dei semi, all'interno del frutto, è abbastanza secca (la polpa) vista la lunga attesa intercorsa fra la raccolta ed il trattamento.

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Frutto, ormai vuoto, con i semi ancora avvolti in una polpa edule (dal vago sapore di limone).

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Alla fine restano solo questi piccolissimi semi, viene difficile pensare che un simile gigante "inizi" qui.

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Preparazione del terriccio (50% sabbia/50% terra): la follia ha inizio ...

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Germinatoio e contenitori individuali ormai pronti.

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Ogni vasino contiene UN seme.

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Germinatoio pronto.

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In posizione. Nella prima fase servono luce forte ma non sole non eccessivamente diretto, bagnature abbondanti ma MOLTO diradate (consiglio di innaffiare "dal basso", come si fa con semenzali dei cactus almeno all'inizio. Attenzione, come tutte le succulente, temono i ristagni d'acqua) e tanta pazienza. Se saranno forte e fortunati fra cento anni saranno, forse, un baobab!!!

Per chi volesse provare ... ecco come fare:


Date un'occhiata, il modo di pre-trattare (prima della semina) i semi è - almeno - molto particolare.

Botanici saluti.
Francesco

PS: per evidenti motivi questo post verrà, in caso, aggiornato ... ... ... da mio nipote! :104:
 
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Ciao,

Continuando a - ebbene si! - studiare ho scoperto, e sto testando, un altro sistema per (tentare di) far germinare i semi di baobab. Mi ricorda i sistemi che mio Padre utilizzava per far vedere, a me e mio fratello, come un seme germinasse, ricordo fossero dei "semplici" fagioli e/o semi di grano. Però germinarono e fu istruttivo.

Mi sia consentito di aggiungere ... GRANDE PAPA'!!!

Dopo (vedi filmato) la "grattugiata" ed "incisione" del guscio i semi vengono, ancora una volta, buttati in acqua dove però vengono mantenuti più a lungo in modo che il guscio protettivo sia rimovibile, manualmente, senza danneggiare il seme. Durante la fase di bagnatura si può, facilmente, verificare la fertilità dei semi: quelli destinati a NON germinare galleggiano e vanno rimossi. Semplice, no?

Una nota "tecnica" per incidere il guscio, cercando/sperando di non fare danni, ho usato il Dremel con il "dischetto" per tagliare, e non è stato semplice!

Fatto ciò (bagnatura e rimozione del guscio) i semi vengono posti su un, così viene pomposamente definito, letto di cultura (in realtà si tratta un fazzoletto di carta bagnatissimo, con l'unica accortezza di usare acqua bollita/di osmosi inversa ad evitare - mi dicono - eccessi di umidità/basicità che potrebbero inibire la germinazione) e posti in un ambiente (suggerito un contenitore alimentare chiuso a pressione) umido, sottoposto a luce solare abbondante ma non diretta dove dovrebbero germinare nel giro di giorni.

In natura, seme caduto nella terra, tale periodo di "attività nascosta/pre germinazione" può durare anche mesi. Staremo a vedere ... :104: .

Concludendo va detto che la percentuale di nascite è, per detti semi, molto bassa, in alcuni casi nulla. Per contro, secondo alcune fonti il tasso di crescita, specie nelle prime fasi (che visto di cosa stiamo parlando NON si misurano ne in giorni ne in settimane), è velocissimo. Ho visto foto che mi hanno lasciato perplesso, e curioso. Spero di potere approfondire, almeno in parte.

E visto che siamo in argomento, una nota spiccia di botanica: camminare, peggio se ripetutamente, nelle immediate vicinanze di un baobab reca danno, il terreno viene pressato è ciò modifica/diminuisce la capacità dello stesso di assorbire acqua (fondamentale per tutte le piante, più che mai per quelle soggette a forte stagionalità) nella stagione delle piogge. Per tale ragione le piante soggette ad affluenza turistica vanno (andrebbero, non tutti lo fanno) recintate lasciando loro, tutt'attorno, alcuni metri di respiro, leggasi terreno non calpestato.


Baobab+acqua.jpg

Un disegnino, forse puerile ma credo esplicativo, del "ciclo dell'acqua" del baobab, cui tronco può immagazzinare enormi quantità di acqua che, nelle fasi aride, aiutano a sopravvivere non solo la pianta stessa. Notare, alla sinistra, i due omini, microscopici davanti a tanta possanza, che si tengono a distanza.

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Altri, però, sono meno "accorti" (gli elefanti, che in certi ambienti sono in sovrannumero, possono essere una minaccia concreta, anche per un simile gigante). Ma loro sono, in certo qual modo, giustificati, mentre i comportamenti di turisti "poco attenti" lo sono molto meno.

Botanici - nuovamente - saluti.
Francesco
 
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Ciao,

Questo, ulteriore, metodo per (tentare) la schiusa mi pare un (bel) pò brutale, ciò nondimeno ho deciso di fare una prova.

Prima dell'usuale, prolungata, bagnatura dei semi (che nello specifico consigliano sia particolarmente lunga) i semi vanno incisi, longitudinalmente, con il dischetto del Dremel/con un ammennicolo similare: vanno incisi quel tanto che basta per rendere, in seguito, facile la loro "sbucciatura" (manuale) ma quel tanto che basta per non danneggiare la parte viva (destinata a germinare) del seme, UNA PAROLA!!!

Occorre mano ferma, sensibilità e, credo, un (bel) pò di fortuna, specie ai primo tentativi. In tutti casi eccomi qui ...

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I semi, differenti da quelli seminati con il metodo "semi-classico", sono nudi e visibili in foto.

Dopo la "sbucciatura" (72 ore in acqua!!!) nonostante l'incisione sono ancora belli robusti, quello indicato con la freccia credo sia, purtroppo, rimasto danneggiato in una delle tante manipolazioni cui è stato sottoposto. Fanno (a me) impressione trovo - al tempo stesso - assomiglino a dei vermi e che assumano una posizione "vagamente fetale".

Essendo dicotiledoni in questa fase, secondo i santoni, si dovrebbero vedere già, in nuce, le prime due foglioline ad una estremità del seme e, dall'altra le radici. Col beneficio di inventario i nota, forse, qualcosa nel seme più a sinistra.

Dopo di che il trattamento non è così diverso da quello che, con Papà, riservavamo ai fagioli:

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Carta (da cucina) inzuppata, come detto, con acqua R.O., posizionata (senza schiacciare) sopra/sotto i semi.

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e per finire: chiusura, con coperchio a scatto, del contenitore/serra (ho usato un contenitore, per sostanze alimentari, destinato alla raccolta differenziata) e suo posizionamento davanti ad una finestra luminosa.

La germinazione dovrebbe avere luogo in un lasso di tempo ridottissimo (secondo alcuni anche soli tre/cinque giorni) il che, se non latro, mi permetterà rapidamente di verificare se/quante frescacce mi hanno raccontato.

Mò basta, diamo tempo al tempo (sperando non ne serva poi cosi tanto ...) e vediamo che succede, in merito relazionerovvi in futuro! :104:.

Agriculturali saluti.
Francesco
 
Ciao,

Pesci (men che meno ciclidi, per inciso ho perso una delle Andinoacara faticosamente acquisite ed i tre sopravvissuti credo sia tre maschi) nulla, però ogni giorno sembra esserci una sorpresa.

Mattina presto (quasi, sono le 08.30 ...) esco da box e

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Sull'arbusto accanto alla porta di ingresso noto un nuovo visitatore che ci guarda aria pensosa ...

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Poi i visitatori (credo siano rondini ma non saprei dire di più) diventano due e (foto 2&3) sembrano portare qualcosa nel becco.

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Finisco, con circospezione, la manovra e faccio per avviarmi ma percorsi, forse, due metri devo arrestarmi. Il motivo della loro presenza è chiaro, i due hanno scelto il portichetto davanti alla porta di ingresso come luogo di nidificazione.

Sperando che i due continuino la loro opera (la nostra fantesca che aveva malamente abbattuto il nido già due volte, che i due sembrano caparbiamente voler portare avanti, è "stata spiegata in maniera imperiosa" di non toccarlo più. Se necessario eviterà di spazzare sotto il portico ... PUNTO!

Questo significa che dovremo entrare dalla porta di servizio, poco male ... :104:

Ornitologici saluti.
Francesco

PS: le foto non sono eccelse: sono stato preso alla sprovvista e ho scattato (ingrandimento x3.0) con il cellulare che, notoriamente, è comodo ma non fa miracoli. Sto studiano, sperando che i due continuino la loro opera, dove appostarmi per fotografare (Nikon+200 mm) e dove piazzare una cam-trap.

Victure CamTrap.jpg

Catturare un immagini in movimento, con i due in assoluta tranquillità, non mi dispiacerebbe :emiticon_3d_Yes:.
 
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Ciao

Cominciamo con uno scatto più vero (almeno un pò): Nikon 5600+obj 400 mm. :emiticon_3d_Yes:

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Poi passiamo, brevissimamente, ai fatti concreti:

La rondine striata minore (Cecropis abyssinica) è una rondine di taglia medio/grande (sino a 15 cm). Nidifica nell'Africa subsahariana dalla Sierra Leone al Sudan meridionale proseguendo poi a sud fino al Sudafrica. Facilmente frequenta le zone antropizzate.

È parzialmente migratore come molti uccelli sudafricani che svernano più a nord. La “rondine striata minore” è un uccello di habitat boschivi, principalmente di pianura che privilegia arre non eccessivamente aperte. Nelle zone montane cede il posto ad Hirundo cucullata (rondine striata maggiore).

La specie specie è endemica dell'Africa subsahariana ed è relativamente sedentaria. Tuttavia è noto un avvistamento in Oman e, dal maggio 2025, viene segnalata in Kuwait.

Ornitologici saluti​
 
Ciao,

Devo, mio malgrado, registrare due insuccessi:

1) i semi di baobab "sbucciati" hanno fatto una brutta fine. Mi aspettavo complicazioni ... probabilmente sono stato troppo aggressivo nell'incisione. Restano quelli nel germinatoio. Staremo a vedere ...

2) le rondini hanno "abbandonato"!
Ho scoperto che la nostra fantesca per due volte ha distrutto il loro nido! Hanno iniziato per la terza volta ma, evidentemente hanno deciso di cambiare aria. Incazz*tura!!!

La signora è un ... "dramma", ha distrutto (due volte) il nido assecondo fosse quello di un insetto potenzialmente pericoloso.

Poi, non contenta, al mio rientro a casa mi accoglie con un laconico annuncio di un animale "che striscia" sul lavandino.

Visto dove siamo mi avvicino con estrema circoscrizione e vedo ... una 🐌che si muove lentamente lungo l'acquario.

COSE DA MATTI!!!

Francesco.
 
Anche mio nonno scaccia a le rondini e i balestrucci che cercavano di nidificare a casa nostra perché avrebbero sporcato il portico. E anch'io mi incavolavo (invano).
 
Ciao,

C'è poco da fare ... quando l'Africa chiama bisogna andare:

Sabato mattina: sveglia presto (06.30), colazione (celere), carico bagagli (pochi), VIA! Ci aspettano, per arrivare in Limpopo, circa 350 Km ivi inclusi 17 Km di pista di cui ignoro le condizioni vista la pioggia battente degli ultimi giorni. Il Limpopo è a nord, verso le zone più aride, sperem ...
Sabato pomeriggio (siamo arrivati senza problemi). game-drive pomeridiano, cena, nanna.
Domenica mattina: sveglia (05.30), caffe "di emergenza", game-drive mattutino, brunch pre-rientro (elefantiaco).
Domenica pomeriggio: si torna, altri 350 Km ...

il Limpopo è, nella stagione delle piogge, abbastanza discosto da quanto dice l'immaginario collettivo di quelli che lo visitano ... sostanzialmente è verde! La vegetazione, dopo la lunga "pausa" secca, riprende colore e vigore. Però - personalmente - preferisco le zone aride/semi-aride dove è più facile, tra l'altro, avvistare i selvatici che frequentano la zona.

L'Elephants Crossing Lodge, all'interno della Welgevonden Private Game Reserve, è una realtà molto sui generis (che ho apprezzato molto), a cominciare dalle procedure di accesso: Non puoi accedere con la tua vettura che lascerai in apposito parcheggio custodito (a mano armata) da personale del Lodge.

Può accogliere, al massimo, quattordici persone in cinque alloggi "tendati" (noi abbiamo soggiornato in uno di questi) a due posti letto, più una struttura in muratura (quattro posti letto). Ci sono poi i locali comuni: sala da pranzo, veranda, zona massaggi, etc.

In pratica una villetta affacciata su un panorama davvero notevole. Ogni "stanza" ha la sua micro-piscina che però è utilizzata principalmente, come ci è stato spiegato, dagli elefanti che vengono a dissetarcisi!

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Elephants Crossing Lodge, siamo arrivati.

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Una Stigmochelys pardalis attraversa la pista davanti a noi.

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Un Gerrhosaurus (secondo l'identificazione di Miles P.) si scalda fra le pietre del Lodge.
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La chiamano tenda ... :104:.

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La piccola piscina/abbeveratoio. L'acqua era gelida ...

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La veranda, dove vengono serviti i pasti, si ascolta musica, si chiacchiera dopo cena ...

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Il tramonto, ormai molto avanzato, visto - appunto - dalla veranda.

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In questa stagione dell'anno l'acqua è ovunque ...

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Ultima immagine per, parte, di un branco di bufali tra i più numerosi che io abbia mai osservato.

Gli avvistamenti non sono stati particolarmente "esaltanti" (anche se undici rinoceronti tutti assieme ... :104:) però mi hanno fatto, nuovamente, riflettere sulla gestione, da parte delle Game Reserve e dei Lodge del "patrimonio animali" ...

Nelle Game Reserve pubbliche (sostanzialmente gestite dallo stato) è permesso (o sembra essere permesso!!!) tutto ed il suo contrario.

Ho visto un gheparda palesemente prossima al parto arrancare con fatica per (cercare di) sottrarsi all'invadenza delle guide che, costi quello che costi, devono portare il turista "medio" a portata di immagine. Ovviamente a portata di telefonino ...

Ho assistito ad un leone mostrare i "muscoli" per (cercare di) farsi strada nel nugolo di veicoli e persone che lo stringevano da tutte le parti. La situazione non è degenerata (può succedere ed allora finisce male) perché una delle guide ha manovrato/parcheggiato in modo da lasciargli una via di fuga. Simba non si è fatto pregare ma, nel frattempo, la nostra guida aveva già impartito istruzione sul "da farsi" nel caso avesse deciso di usare una vettura (anche la nostra, perchè no?) come trampolino per forzare l'accerchiamento, saltare e tornare nella macchia circostante.

Ho visto un leopardo su un albero accerchiato, letteralmente, dai dai "gipponi" degli pseudo fotografi naturalistici cercare senza successo una via di fuga ed arrampicarsi sempre più in alto ... e gli esempi (poco edificanti) potrebbero continuare.

Al contrario, prende, sempre più piede, nei lodge/game riserve private il criterio di "accesso selettivo" agli animali (ad alcuni). Le impala, che sono ovunque, decidono che fare/dove andare da sole.

Ad animali schivi, a femmine gravide/con cuccioli (per fare qualche esempio) possono "accostare" un numeri ridotto di fuoristrada - in alcuni casi anche solo due alla volta - a tutela della "salute mentale" degli animali stessi. Due/tre/quattro (al massino) veicoli, gli altri attendono in posizione defilata e nascosta il più possibile. Il successivo fuoristrada in attesa accosterà solo, e soltanto, dopo che uno di quelli già presenti si sarà allontanato, senza deroghe o eccezioni.

Se mentre aspetti il soggetto decide che ne ha abbastanza, vuole fare altro e si eclissa ... può succedere che non tutti quelli in attesa possano vederlo da vicino e fotografarlo. Se resti a bocca asciutta (è successo anche a me) non è piacevole, me ne rendo conto.

Ma non posso non sottoscrivere una tale prassi ... :emiticon_3d_Yes:

Francesco​
 
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Ciao,

BOLLETTINO SANITARIO: sono stati segnalati "alcuni casi" (in Africa fossere anche "millemila" sarebbero sempre ... alcuni casi) di febbre tifoidea.

Molte struttute "non governative" stanno approfondendo ma la sensazione di alcune di queste è che si tratti, come usa dire in linguaggio giuridico, di "procurato allarme". Anche se non capisco/non si capisce bene a benficio di chi/che cosa ...

Per adesso è poca "roba": non bere, non lavarsi le mani, i denti, non sciacquare frutta e verdura con l'acqua di rubinetto e, in caso di dubbio, far bollire l'acqua che, dopo il trattamento, sarà pure sana ma è, eufemisticamente, poco gradevole. Mi capitò - di bere acqua "bollita - in Malawi (credo nel 1997), ancora lo ricordo ... ... ... PUAH!!!

Sono stati promessi aggiornamenti ma la sensazione (mia) è che verrà messa in atto una "congiura del silenzio" mentre - sperabilmente - si lavorerà alla faccenda sotto traccia, ammesso sia vera.

Personalmente sono convinto che finirà tutto a ... tarallucci e vino.

Dottorali saluti.
Francesco

 
Ciao,
Non so che pensare. Alcuni conoscenti locali, interpellati in merito, hanno fatto "spallucce" dicendo che la storia, ogni tanto, ritorna in auge. Vedremo.

Nal punto di vista ufficiale, manco a dirlo, nessuna ulteriore notizia.

Francesco
 
Ciao,

BOLLETTINO SANITARIO: sono stati segnalati "alcuni casi" (in Africa fossere anche "millemila" sarebbero sempre ... alcuni casi) di febbre tifoidea.

Molte struttute "non governative" stanno approfondendo ma la sensazione di alcune di queste è che si tratti, come usa dire in linguaggio giuridico, di "procurato allarme". Anche se non capisco/non si capisce bene a benficio di chi/che cosa ...

Per adesso è poca "roba": non bere, non lavarsi le mani, i denti, non sciacquare frutta e verdura con l'acqua di rubinetto e, in caso di dubbio, far bollire l'acqua che, dopo il trattamento, sarà pure sana ma è, eufemisticamente, poco gradevole. Mi capitò - di bere acqua "bollita - in Malawi (credo nel 1997), ancora lo ricordo ... ... ... PUAH!!!

Sono stati promessi aggiornamenti ma la sensazione (mia) è che verrà messa in atto una "congiura del silenzio" mentre - sperabilmente - si lavorerà alla faccenda sotto traccia, ammesso sia vera.

Personalmente sono convinto che finirà tutto a ... tarallucci e vino.

Dottorali saluti.
Francesco

Anche nel 1999 abbiamo bevuto acqua bollita a Monkey Bay se ti ricordi... io sì!
Nela location in cui avevamo le piscine con i pesci stoccati dopo la pesca per la spedizione...l'acqua sapeva di "terra"...:confused::oops::D
 
Ciao Marco,

Si ricordo bene! E se non ricordo - a mia volta - male accadde anche a Chicangawa (nella zona delle Vyphia mountains) dove soggiornammo sulla via del ritorno. Altri giorni, lontani ...

Francesco
 
Ciao,

Ancora una volta niente ciclidi ... arrabbiato 5.

Riporto però, brevemente, di un altro incontro interessante: il Mountain Reedbuck, di cui sono riconosciute tre sottospecie.

  • Redunca fulvorufula adamauae – Reedbuck di montagna, che frequenta le montagne di Adamawa viene rinvenuto solo in una zona di confine tra Nigeria e Camerun.
  • Redunca fulvorufula chanleri – Reedbock di montagna di Chanler, in onore di William A. Chanler (Soldato, esploratore e uomo politico aumericano. Nel corso della sua vita partecipò a ribellioni e lotte per l'indipendenza a Cuba, Libia e Somalia. Fornì supporto agli insorti in Venezuela, Turchia e Cina. Perse, nel 1915, la gamba destra pur continuando a mantenere una vita attiva. Con l’avanzare dell’età divenne uno scrittore di romanzi e un dichiarato antisemita). È rinvenuto in Tanzania, Kenya, Uganda, Sudan ed Etiopia.
  • Redunca fulvorufula fulvorufula – Reedbuck di montagna meridionale frequenta un habitat che va dalla Provincia del Capo orientale (Sudafrica) fino al sud-est del Botswana.
Noi ci siamo imbattuti nell’ultimo dei tre. La specie occupa creste e pendii in zone rocciose e praterie ad alta quota (spesso con qualche copertura di alberi o cespugli), a altitudini comprese tra 1.500 e 5.000 m. Pretoria risulta quindi essere molto vicina (circa 1400 abbondanti) al margine inferiore della sua fascia montuosa di pertinenza.

La popolazione totale attuale di tutte le sottospecie è stata stimata in circa 36.000 individui, è classificato (come genere) come EN (endangered). Avere incontrato un maschio con una “corte” di quattro femmine è da ritenersi, stante la situazione generale della specie, un evento assolutamente positivo oltre che interessante: è questo il nostro primo incontro in due anni, abbondanti, di frequentazione della riserva, per ragioni a me ignore deve essere sceso/uscito dalla zona maggiormente “sassosa” che dovrebbe essere, in base quanto noto, il suo areale di maggiore pertinenza.

PRIMA DELLE FOTO: le immagini sono state riprese, essendo stato un incontro improvviso, col cellulare. non sono particolarmente belle (a me piace la prima) ma, come diceva il saggio: piuttosto che nulla è meglio piuttosto ... :104: .

Fotogenici (spero) saluti.
Francesco.




1_maschio semimascosto.jpg 2_Maschio che approccia le femmine.jpg

3_Femmina.jpg 4_Gruppo di femmine.jpg
 
Ciao,

Qualche foto da Mongena (all'interno della Dinokeng Game Reserve, Mongena):

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Un airone a caccia (forse un giovanile di Ardea goliath, qui noto come Goliath Heron),

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Un primo piano ravvicinato,

03.JPG
Un darter (Anhninga sp.) ha colpito (a farne le spese una delle onnipresenti, infinite, Tilapia),

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Un martin pescatore (Ceryle rudis, localmente è Pied Kingfisher) si prepara all’attacco,

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I cuccioli sono curiosi e, evidentemente, qualcosa ha attirato la sua attenzione …

06.JPG
… ma non è un pallone!!! Il carapace ha resistito ma non deve essere stato, per la tartaruga, un momento semplice. Dovrebbe, per inciso, essere una Stigmochelys pardalis,

07.JPG
Scampato il pericolo - in realtà non è lo stesso soggetto - è l’ora di rilassarsi! Potrebbe aver luogo, se andrà a buon fine, una ibridazione naturale (una delle due è una ”pardalis”, l’altra non saprei …),

08.JPG
Nel mentre c’è chi "pigreggia" al sole (Pelomedusa sp.) …

09.jpg
… perchè il suo “dovere” lo ha fatto tempo addietro (Pelomedusa sp., fotografata una, viste parecchie. Età stimabile in qualche settimana, a dire delle guida),

e per finire ... ... ...

10.JPG
Immobile, silenzioso e, quasi, invisibile lui (Acinonyx jubatus, localmente Cheetah) osserva tutto, nulla gli sfugge ed è li a ricordarci che … questo NON è un parco giochi!

Saluti afro-fotografici.
Francesco
 

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Numero 4/2025

• Chonga rojo: Se il rosso è il tuo colore di M.C.W. Keijman
• Viaggi in Messico di Miles Parisi
• Vivarium 2025… The last dance di Mattia Picciolo


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